Il nuovo iper-ammortamento 2026, introdotto nel DDL di Bilancio A.S. 1689, punta a rilanciare gli investimenti in beni strumentali con importanti vantaggi fiscali per le imprese. Scopri come funziona la maggiorazione, i requisiti, gli scaglioni e gli esempi di calcolo.
Il ritorno dell’iper-ammortamento con la Legge di Bilancio 2026
Con il disegno di legge di Bilancio per il 2026 (Atto Senato – A.S. 1689), attualmente all’esame del Senato, viene reintrodotto e ridefinito un meccanismo di iper-ammortamento per incentivare gli investimenti in beni strumentali. La norma, contenuta tra gli articoli principali del provvedimento, prevede una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante ai fini della determinazione delle quote di ammortamento (e dei canoni in caso di leasing) per investimenti effettuati entro i termini previsti dal testo.
Il nuovo iper-ammortamento 2026 rappresenta uno strumento potenzialmente rilevante per stimolare investimenti, soprattutto se abbinato ai requisiti “green”, che prevedono maggiorazioni più elevate.
Iper-ammortamento 2026: ambito applicativo e finalità
Secondo quanto emerge dai dossier allegati al DDL A.S. 1689, il beneficio consiste in una maggiorazione percentuale del costo d’acquisto dei beni strumentali, valida ai soli fini della determinazione delle quote di ammortamento.
La misura ha finalità di sostegno alla domanda di investimenti da parte delle imprese, offrendo una deducibilità fiscale maggiorata, con effetti positivi sul cash flow nei primi anni successivi all’investimento.
Aliquote e scaglioni previsti dal DDL di Bilancio
L’articolo 94 del DDL propone una struttura a scaglioni con diverse aliquote in base all’importo dell’investimento. La versione standard prevede:
- Investimenti fino a 2,5 milioni di euro → maggiorazione del +180%
- Da 2,5 a 10 milioni di euro → maggiorazione del +100%
- Da 10 a 20 milioni di euro → maggiorazione del +50%
Per gli investimenti che rispettano i requisiti di efficienza energetica (“green”), le maggiorazioni aumentano:
- Fino a 2,5 milioni → +220%
- Tra 2,5 e 10 milioni → +140%
- Tra 10 e 20 milioni → +90%
La maggiorazione riguarda esclusivamente la base ammortizzabile, non si traduce in un credito d’imposta immediato, ma in una deduzione potenziata nel tempo, cumulabile con l’ammortamento ordinario ai fini IRES e IRAP.
Tempistiche e condizioni di accesso all’agevolazione
La misura è applicabile per investimenti effettuati nel 2026, con una possibile estensione fino al 30 giugno 2027, a condizione che:
- l’ordine risulti accettato entro il 31 dicembre 2026, e
- sia stato versato un acconto almeno pari al 20% del costo.
I dettagli su beni ammissibili (Allegati A e B del precedente iper-ammortamento), documentazione tecnica e soglie di consumo per i benefici “green” saranno precisati nel testo definitivo e nei provvedimenti attuativi.
Tre esempi pratici di calcolo dell’iper-ammortamento 2026
Esempio 1 – Piccola impresa: investimento da €200.000
- Maggiorazione +180% (moltiplicatore 2,8)
- Base ammortizzabile: €200.000 × 2,8 = €560.000
- Risparmio fiscale teorico (IRES 24%): €360.000 × 24% = €86.400
Esempio 2 – Impresa media: investimento da €5.000.000
(Semplificato con +100% su tutto l’importo)
- Base ammortizzabile: €5.000.000 × 2,0 = €10.000.000
- Risparmio fiscale teorico (IRES 24%): €5.000.000 × 24% = €1.200.000
Esempio 3 – Grande investimento “green”: €15.000.000
- Maggiorazione +90% (moltiplicatore 1,9)
- Base ammortizzabile: €15.000.000 × 1,9 = €28.500.000
- Risparmio fiscale teorico (IRES 24%): €13.500.000 × 24% = €3.240.000
Le versioni “green” richiedono attestazioni tecniche della riduzione dei consumi energetici, con soglie minime del 3% a livello di sito o 5% sui processi interessati, come indicato nelle bozze.
Attenzione alle variazioni normative
Tutte le informazioni riportate si basano sulle bozze del DDL al 24 novembre 2025.
Il testo definitivo, attualmente in discussione in Parlamento, potrà essere oggetto di modifiche, integrazioni o emendamenti.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro fine dicembre 2025.
Prima di assumere decisioni di investimento, si raccomanda di verificare il testo approvato e le eventuali circolari attuative.